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Mulching o taglio tradizionale: chi la spunta? I due metodi di rasatura presentano diversi vantaggi e svantaggi

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Sono sempre più numerosi gli appassionati che chiedono informazioni sul cosiddetto mulching. La risposta degli esperti più disinteressati non può che limitarsi a illustrare le caratteristiche tecniche di questo taglio e a far meditare il cliente sull’opportunità o meno di attuarlo.

E’ vero, infatti, che il mulching, polverizzando letteralmente l'erba tra le lame del rasaerba, non richiede la raccolta eliminando l'incombenza del conferimento in discarica, ma è anche vero che, per ottenere risultati ottimali, occorrerebbe effettuare tagli con maggior frequenza rispetto a quelli tradizionali. Quindi, in primo luogo occorre chiedersi: «Ma io quante volte sono disposto a tagliare il prato nel mio tempo libero? Tosare l’erba è una scocciatura o un passatempo?». Si sappia che, scegliendo un rasaerba a mulching, si dovrà provvedere all'operazione nei periodi di forte crescita come la primavera almeno un paio di volte a settimana. Viceversa, una macchina a raccolta tradizionale richiede meno impegno.

Sempre per orientare la clientela alle scelte migliori, è bene sottolineare che, secondo alcuni studi, il mulching è meno costoso del taglio tradizionale. Detto questo, esistono ancora dei buoni motivi per acquistare oggi un rasaerba tradizionale?

La risposta è affermativa. In primo luogo si sappia che il taglio a raccolta permette di mantenere il prato più pulito eliminando, per esempio, anche l'accumulo di pollini di graminacee spesso causa di allergie. Inoltre, gli scarti verdi potranno essere riutilizzati per la produzione di biogas e compost.

E per la formazione del feltro?

Le conclusioni in merito alla formazione di feltro sul suolo dicono che mulching non ha colpe. Il feltro, infatti, si forma solo in seguito a una cattiva organizzazione dei tagli e non per causa dell'erba polverizzata.

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Autore:bgf

Pubblicato il: 28 Aprile 2017

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