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Cavo: «Esaltiamo le bellezze del Tigullio» «Fare squadra» per riproporre un evento molto amato

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Da quando Ilaria Cavo è stata chiamata dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ad assumere il delicato compito di assessore allo sport, l’attenzione per il ciclismo è sempre stata grande. Una passione che nasce da lontano quando Ilaria, ancora bambina, accompagnata dai genitori assisteva alle principali gare in calendario nella nostra regione. Prima tra tutte il Giro dell’Appennino. Il grande ciclismo in Liguria è soprattutto «Laigueglia» e «Appennino». Ci sarebbe poi la Milano – Sanremo, ma l’evento organizzato da RCS coinvolge solo in parte gli enti locali. Non è così per la classica d’apertura che si svolge a febbraio nel ponente ligure e per l’antica gara nata a Pontedecimo che hanno sempre bisogno del costante apporto economico dell’ente di piazza De Ferrari. Gli organizzatori nella Cavo hanno trovato un interlocutore affidabile e puntuale, per questo il saluto non è un atto dovuto, ma rappresenta un gesto d’amore verso il ciclismo. 

«E’ con grande piacere che rivolgo il mio benvenuto e della Regione Liguria alla 78° edizione del Giro dell’Appennino: uno degli eventi sportivi che meglio esalta le bellezze naturali della nostra regione, dagli angoli verdeggianti dell’entroterra fino alle bellezze della costa del Tigullio. Uno degli eventi che meglio dimostra come la capacità di fare squadra, tra Regioni e Comuni, può essere preziosa per salvaguardare la tradizione e la storia di una competizione. Il percorso di gara diventa così una meravigliosa passerella sul paesaggio della Liguria, riuscendo a coniugare magicamente la tensione agonistica che solo il ciclismo riesce a sviluppare con la passione sportiva del pubblico che tradizionalmente partecipa a questa storica classica del ciclismo internazionale. Il numero delle edizioni poi delinea, con estrema chiarezza, il significato di questa corsa che affonda le sue radici nella Storia del Ciclismo e valica i limiti del suo specifico significato tecnico-sportivo (pur sempre di prim’ordine) diventando, grazie alla tenacia, alla passione e alla competenza tecnica dei suoi Organizzatori, la più degna «custode» dei valori di sana passione sportiva e di leale competizione che di generazione in generazione il ciclismo in generale e il Giro dell’Appennino in particolare riescono a tramandare. Un ringraziamento particolare va pertanto all’Unione Sportiva Pontedecimo che riesce, ogni volta, a garantire la qualità tecnica della gara e a mantenere e diffondere i valori etici e culturali  che questa competizione rappresenta».

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Autore:lmm

Pubblicato il: 31 Marzo 2017

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