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L’impegno della «Tre Colli» di Persegona Tra i tanti compagni Imerio Massignan, il ciclista vicentino che dopo aver vissuto a Genova si é trasferito a Silvano d’Orba (Al)

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Il Giro dell'Appennino e la Tre Colli di Tarcisio Persegona sono ormai una cosa sola. Il comune denominatore, manco a dirlo, il ciclismo. Da grande appassionato delle due ruote l'imprenditore alessandrino, da diversi anni, ha compreso i sacrifici degli organizzatori nel portare avanti una manifestazione così impegnativa e costosa. La famosa globalizzazione purtroppo è entrata a piedi giunti persino nel mondo del ciclismo, a patirne le conseguenze rischiano di essere corse prestigiose del calendario italiano quali l'«Appennino» in Liguria e il «Matteotti» in Abruzzo, tanto per citare due esempi. E' stato così che Persegona ha deciso di sponsorizzare la gara.  Seppure il termine «sponsor» poco si addice all’imprenditore che a giusta ragione è soprattutto un mecenate del ciclismo. 

Nel basso Piemonte, da sempre, lo sport delle due ruote è particolarmente amato e praticato, non a caso Costante Girandengo e Fausto Coppi, solo per ricordare i nomi più noti, sono nati da questa parti. Persino Paolo Conte nelle sue canzoni ricorda come, i piemontesi, hanno nel cuore la bicicletta e il mare della Liguria.

«La  passione per il ciclismo è scoccata da giovane, ai tempi delle grandi sfide Coppi contro Bartali – racconta Persegona – la  prima bicicletta era una Bartali costruita dalla Fiorelli, un'azienda di Novi Ligure».

In sella a quella e altre biciclette di strada ne ha fatta tanta, nello sport e nel mondo del lavoro. Il ciclismo infatti aiuta a forgiare il carattere, a diventare uomini, ad imparare in fretta, in corsa così come nella vita, a farsi valere puntando soprattutto sulle proprie forze senza chiedere sconti e scorciatoie. Persegona ha praticato il ciclismo a livello dilettantistico e poi, nonostante gli impegni di lavoro, ha continuato ad andare in bicicletta. Ha persino scalato il mitico Gavia, un atto d'amore nei confronti del ciclismo e del suo grande amico Imerio Massignan, campione sfortunato come pochi, che ha contributo a creare la leggenda del mitico valico alpino.

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Autore:lmm

Pubblicato il: 31 Marzo 2017

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