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CHIAVARI

La storia: «Cinin» Cafferata Ciclista eroico d’altri tempi IL MITO DELLA BIMARE Il famoso corridore sestrese protagonista della prima edizione dell’Appennino dove giunse terzo

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Si chiamava Luigi Cafferata, ma a Sestri Levante, nonostante sia scomparso da circa quindici anni, lo ricordano ancora con il sopranome di “Cinin”. A svelare l'origine dell’appellativo ci pensa la figlia Romana: «Al fratello di mio padre avevano portato un berretto dalla Cina, da allora entrambi sono stati accomunati con tale nome».

Cafferata, nato nel 1915 a San Bartolomeo della Ginestra, era forte come pochi, una roccia. Si mette in mostra giovanissimo proprio in occasione della prima edizione del Giro dell'Appennino, nel 1934, che allora si chiamava ancora Circuito dell'Appennino. Sulla maglia c’è scritto «Littorio Rapallo», l’epoca non lasciavano scelta.

A 19 anni conquista un meritatissimo terzo posto alle spalle di Augusto Como e Giulio Campastro. Nel 1938 arrivano i primi guadagni, in seguito all'ingaggio nella Frejus di Giovanni Valletti che, grazie anche all'apporto di “Cinin”, riuscirà a vincere il Giro d'Italia. L'anno seguente passa all'Olympia di Enrico Mollo.

Nel 1940 è la volta della Gerbi altra gloriosa marca di biciclette. I tempi purtroppo sono però cambiati, nel nostro Paese, ormai, non si parla più di ciclismo è giunto il momento di «Vincere e vinceremo», così almeno la pensano Benito Mussolini e i seguaci del fascismo.

Per “Cinin”, nei migliori anni della carriera, arriva il momento di levarsi la divisa di ciclista per indossare quella decisamente più pesante della Regia Marina. A guerra conclusa ha già trentanni, ma non demorde.

Nella settima edizione del Circuito dell'Appennino, nel 1946, ottiene un lusinghiero 5^ posto, questa volta sotto le insegne, decisamente più amiche, dell' Aurora Bergaglio di Chiavari. A vincere, quel Mollo, suo vecchio compagno di squadra nell'Olympia. Ottiene altri piazzamenti, ma i tempi d'oro sono ormai alle spalle.

Non resta altro che usare la bicicletta per andare a lavorare alla Fit, in «Tubifera» come si dice a Sestri. Tornerà a correre in età avanzata con la tessera dell'Udace nella categoria Gentleman vincendo numerose gare.

Grande amico di Gino Bartali, era noto per la particolare pedalata, poco bella a vedersi, ma decisamente efficace.

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Autore:lmm

Pubblicato il: 31 Marzo 2017

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