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L’era geologica fra Liguria e Piemonte La zona dell’entroterra divenne un piccolo oceano e le rocce in profondità  testimoniano questa teoria

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(bgf) Se Gambatesa racchiude decenni di storia estrattiva e di vicissitudini umane, è anche vero che la Val Graveglia rappresenta un inestimabile tesoro dal punto di vista geologico, un patrimonio scientifico noto a livello internazionale che testimonia l’apertura, evoluzione e chiusura di un piccolo «oceano» noto come Bacino Ligure-Piemontese.

La storia ebbe inizio in un’era geologica chiamata Triassico, circa 300 milioni di anni fa, quando le terre emerse erano tra di loro tutte collegate a formare il super-continente chiamato Pangea circondato da un unico grande oceano, la Pantalassa. Tale super-continente, al passaggio Triassico-Giurassico (circa 200 milioni di anni fa) iniziò a lacerarsi ed a dividersi in due mega-continenti, la Laurasia (gli attuali Nord America, Europa, Asia) e la Gondwana (gli attuali Sud America, Africa, Antartide, India ed Australia), tra i quali si insinuò un ramo della Pantalassa chiamato Tetide.

Il progressivo allontanamento tra i due generò un’ulteriore lacerazione nella quale l’oceano tetideo si estese con una propaggine nota come bacino ligure-piemontese: esso era un oceano a tutti gli effetti, composto da un fondale oceanico costituito da rocce chiamate Peridotiti, le quali a seguito dell’interazione con l’acqua di mare si trasformarono in Serpentiniti, una roccia molto comune nel Levante ligure. In corrispondenza del fondale era inoltre presente una dorsale medio-oceanica in corrispondenza della quale effondevano lave incandescenti, i Basalti (Gabbri, se raffreddatisi in profondità), anch’essi molto comuni nel nostro territorio. Al di sopra di queste rocce (chiamate Ofioliti o più comunemente «rocce verdi») si depositarono quindi i Diaspri, sede delle mineralizzazioni a manganese. La progressiva chiusura del bacino, verificatasi tra il Giurassico ed il Cretacico (circa 150 milioni di anni fa) e conseguente al riavvicinamento della placca africana a quella euroasiatica, portò alla deposizione progressiva dei Calcari a Calpionelle e delle Argille a Palombini completando così la colonna cronostratigrafica osservabile oggi in Val Graveglia.

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Autore:bgf

Pubblicato il: 21 Aprile 2017

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